Capi di nullità

1. Vizi del consenso (a titolo esemplificativo)

  • Rende nullo il matrimonio l'errore di persona (can. 1097 § 1), nonché l'errore circa una qualità dell'altra parte direttamente e principalmente intesa (can. 1097 § 2);
  • è nullo il matrimonio di colui che celebra matrimonio, raggirato con dolo ordito per ottenerne il consenso, circa una qualità dell'altra parte, che per sua natura può perturbare gravemente la comunità di vita coniugale (can. 1098);
  • contrae invalidamente colui che esclude con un positivo atto della volontà il matrimonio stesso, oppure un suo elemento o una sua proprietà essenziale (can. 1101 § 2). Alcuni tra i casi più ricorrenti sono: la riserva di ricorrere alla separazione o al divorzio in caso di esito infelice del matrimonio, il matrimonio considerato come una prova, l'esclusione della fedeltà, l'esclusione – sia assoluta che condizionata - della generazione dei figli, l'esclusione del bene dei coniugi, l'esclusione della dignità sacramentale del matrimonio, l'esclusione del matrimonio stesso;
  • non si può contrarre validamente il matrimonio sotto condizione futura (can. 1102 § 1);
  • il matrimonio celebrato sotto condizione passata o presente è valido o no, a seconda che esista o no il presupposto della condizione (can. 1102 § 2);
  • è invalido il matrimonio celebrato per violenza o timore grave incusso dall'esterno, anche non intenzionalmente, per liberarsi dal quale il soggetto sia costretto a scegliere il matrimonio (can. 1103);
  • inoltre, è nullo il matrimonio di coloro che sono incapaci a prestare valido consenso (can. 1095):
    • per mancanza di sufficiente uso di ragione;
    • per difetto grave di discrezione di giudizio (ossia della sufficiente maturità di giudizio) circa i diritti e i doveri matrimoniali essenziali da dare e accettare reciprocamente;
    • per incapacità di assumere gli oneri essenziali del matrimonio per cause di natura psichica.
  • perché possa esserci il consenso matrimoniale, è necessario che i contraenti almeno non ignorino che il matrimonio è la comunità permanente tra l'uomo e la donna, ordinato alla procreazione della prole mediante una qualche cooperazione sessuale (can. 1096 § 1). Tale ignoranza non si presume dopo la pubertà (can. 1096 § 2).
  • l'errore circa l'unità o l'indissolubilità del matrimonio, se determina la volontà, vizia il consenso matrimoniale (can. 1099).

2. Impedimenti dirimenti (a titolo esemplificativo)

  • L'uomo prima dei sedici anni compiuti, la donna prima dei quattordici pure compiuti, non possono celebrare un valido matrimonio (can. 1083 § 1);
  • l'impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell'uomo sia da parte della donna, assoluta o relativa, per sua stessa natura rende nullo il matrimonio (can. 1084 § 1);
  • è invalido il matrimonio tra due persone, di cui una sia battezzata nella Chiesa cattolica o in essa accolta e non separata con atto formale, e l'altra non battezzata (can. 1086 § 1);
  • è invalido il matrimonio di coloro che sono costituiti nei sacri ordini (can. 1087) e di coloro che sono vincolati dal voto pubblico di perpetuo di castità emesso in un istituto religioso (can. 1088);
  • non è possibile costituire un valido matrimonio tra l'uomo e la donna rapita o almeno trattenuta allo scopo di contrarre matrimonio con essa, se non dopo che la donna, separata dal rapitore e posta in un luogo sicuro e libero, scelga spontaneamente il matrimonio (can. 1089);
  • chi, allo scopo di celebrare il matrimonio con una determinata persona, uccide il coniuge di questa o il proprio, contrae invalidamente il matrimonio (can. 1090 § 1) come coloro che cooperano fisicamente o moralmente all'uccisione di un coniuge (can. 1090 § 2);
  • nella linea retta della consanguineità è nullo il matrimonio tra tutti gli ascendenti e i discendenti, sia legittimi sia naturali (can. 1091 §1);
  • nella linea collaterale il matrimonio è nullo fino al quarto grado incluso (can. 1091 § 2);
  • l'affinità nella linea retta rende nullo il matrimonio in qualunque grado (can. 1092);
  • non possono contrarre validamente il matrimonio tra loro nella linea retta o nel secondo grado della linea collaterale, quelli che sono uniti da parentela legale sorta dall'adozione (can. 1094).

3. Difetto di forma canonica di celebrazione del matrimonio (a titolo esemplificativo)

Sono validi soltanto i matrimoni che si contraggono alla presenza contemporanea dei nubenti o di un loro procuratore, alla presenza dell'Ordinario del luogo o del parroco o del sacerdote oppure diacono delegato da uno di essi che sono assistenti (cioè coloro che ricevono il consenso dei nubenti a nome della Chiesa), nonché alla presenza di due testimoni ... (can. 1108 § 1).

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